In Eventi, Masterclass 2025-2026

Masterclass

Alla ricerca del suono

venerdì 14 Novembre 2025 10:00

Auditorium del Conservatorio di Como

per informazioni scrivere a pr@conservatoriocomo.it

Biglietti

Concerto di fine Masterclass alle ore 17:00 presso l’Auditorium del Conservatorio di Como


Masterclass sui metodi efficaci per testare e confrontare il suono degli strumenti ad arco tenuta da GIBERTONI & NALIN LIUTAI

 

Il “tuo”” suono:

Trovare un punto d’incontro ed un vocabolario facilmente condivisibile con gli altri

Testare il tuo strumento in modo efficiente

Modifiche più efficaci

Minimizzare l’effetto placebo

Test pratici sul tuo strumento

Trovare un comune denominatore

 

Lo strumento si può considerare come l’estensione del musicista; per esprimersi al meglio, sarebbe ideale avere il minor divario possibile tra il suono che si ha e il suono che si desidera.

Avere un dialogo costruttivo con il tuo liutaio permette di ridurre la frustrazione quando si spiega un problema, e un vocabolario condiviso aiuta a ottenere un risultato più efficace.

Debole/coperto scuro chiaro aspro/sottile. È molto difficile descrivere un determinato suono e le sue sfumature in tutta la sua complessità. Per questo motivo tendiamo a utilizzare aggettivi che, a volte, possono suggerire un “giudizio”” implicito sulla piacevolezza del suono, anche in base al repertorio di ciascun musicista.

 

Aggettivi usati per descrivere il suono:

  • Percezioni prevalentemente positive
  • Morbido (mellow)
  • Brillante (bright)
  • Bilanciato (balanced)
  • Pieno (full)
  • Caldo (warm)
  • Pulito (clean)
  • Dolce (sweet)
  • Definito (defined)
  • Aperto (open)
  • Rotondo (round)
  • Chiaro (clear)
  • Risonante (ringing)
  • Percezioni prevalentemente negative
  • Aspro (harsh)
  • Sfuocato (fuzzy)
  • Non definito (unfocused)
  • Nasale (nasal)
  • Scatolato (boxy)
  • Duro (hard)
  • Disomogeneo (uneven)
  • Povero (poor)
  • Sottile (thin)
  • Con lupo (wolfy)
  • Attutito (muffled)
  • Debole (weak)
  • Spento (dull)

 

Un altro approccio: definire le caratteristiche del suono con le vocali.

Per cercare di classificare le caratteristiche del suono ci si può basare sulla simulazione del suono delle vocali:

A: Aperto, chiaro, brillante, pieno

E: Nasale, duro, definito

I: Sottile, focalizzato, nasale, debole

O: Caldo, scuro, rotondo, aperto, pieno

U: Non definito, con lupo, scuro, attutito

 

Essendo un argomento molto soggettivo, non c’ è giusto o sbagliato di per sé. Queste descrizioni possono essere utili per cercare di oggettivizzare concetti eterei in aggettivi più concreti e limitare l’interpretabilità il più possibile.


Test efficienti

Usare questo vocabolario per definire il suono del tuo strumento potrebbe non essere immediato ma molto utile.  Confrontare il tuo strumento con quelli di colleghi e insegnanti può aiutarti a capire i suoi punti di forza, le debolezze, e quali sono le sue caratteristiche tonali.

Avere un processo di pensiero ben definito può aiutarti a rispondere alla domanda:

“Quale caratteristica sto testando?”, minimizzando le variabili.


Gli studenti prepareranno 2 o 3 pezzi di piu’ o meno 20 secondi, con dei passaggi che includono gli aspetti chiave da valutare:

  • Timbro su una singola corda lungo tutta la sua lunghezza
  • Bilanciamento tra le quattro corde
  • Gamma dinamica
  • Reattività
  • Volume
  • Debolezze specifiche che gia’ conosci nel tuo strumento

 

L’esperienza nell’ascolto attivo aiuta a scomporre i componenti del suono più rapidamente ed efficacemente, quindi non aver paura di discuterne e confrontarti con i colleghi.


Minimizzare l’effetto placebo

Cercare di essere obiettivi durante un test è difficile, ma essenziale per ottenere un buon risultato.

Un chiaro esempio di effetto placebo si verifica quando si testano strumenti antichi, rari e costosi. Il nostro cervello entra in una modalità di “giudizio ottimistico” e tendiamo a giustificare più facilmente un suonomediocre.

Il focus di un test sul suono non si dovrebbe focalizzare sulle differenze tra strumenti nuovi/antichi o economici/costosi.

Strumenti dal suono buono o cattivo possono essere trovati ovunque, persino nella produzione di Stradivari. Focalizzarsi sul mantenere costanti parametri come pressione dell’arco, lunghezza del puntale, concentrazione mentale e posizione del corpo possono far si che il musicista sia un elemento più stabile nel sistema e non una variabile.

Per considerare solo i cambiamenti più oggettivi nel risultato tonale

Una buona domanda da porsi potrebbe essere: “Mi sto lasciando ingannare da me stesso?”


Una montatura corretta fa la differenza

Una montatura mediocre potrebbe portare i musicisti a sentirsi limitati nella loro musicalità. I meno esperti potrebbero essere convinti che il problema siano loro stessi e non lo strumento. Al contrario, una buona montatura può influenzare non solo le capacità dello strumento, ma anche aiutare il musicista ad esprimersi con più entusiasmo ed esplorare nuove maniere di suonare.

  • Test pratici sul violoncello
  • Ponticelli francese e belga
  • Puntali

Stefano Gibertoni e Valerio Nalin

Stefano Gibertoni e Valerio Nalin sono due liutai specializzati nella costruzione e nella riparazione di strumenti ad arco. Nel loro laboratorio a Milano creano violini, viole e violoncelli utilizzando i metodi della tradizione liutaria italiana, dedicando particolare attenzione allo studio dei modelli milanesi del XVIII secolo.

Grande cura è destinata alla resa sonora: per ottenere il migliore risultato possibile, ogni parte dello strumento viene misurata, controllata e catalogata, in modo da avere un archivio dettagliato di parametri come la densità, l’elasticità e la trasmissione del suono.

I loro strumenti sono stati premiati in diversi concorsi internazionali, e sono suonati e apprezzati da musicisti e collezionisti in tutto il mondo.


La masterclass non è aperta a soggetti esterni all’istituto

I nostri partner

Teatro Sociale di Como
Partner artistico istituzionale

Orchestra Sinfonica di Milano

Achrome Ensemble

Accademia di Belle Arti di Brera